lunedì 2 gennaio 2017

Recensione: C'è un cadavere in biblioteca di Agatha Christie

Titolo: C'è un cadavere in biblioteca
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori
Pagine: 206
Prezzo: 11,50 €

Trama:
St. Mary Mead, una mattina come tante. Almeno fino quando il colonnello Bantry e sua moglie Dolly vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata, venuta ad annunciare che, nella biblioteca della villa, è stato trovato il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, apparentemente assassinata. Nessuno degli abitanti della casa ha mai conosciuto la vittima, ma allora come spiegare il bizzarro ritrovamento? La polizia, subito interpellata, comincia le indagini, ma ancora una volta sarà la simpatica Miss Marple, con il suo occhio infallibile e la sua lucida capacità di far luce nei più tortuosi meandri dell’animo umano, a risolvere il caso.

Recensione

Ho conosciuto Agatha Christie grazie ai telefilm che hanno prodotto su Hercule Poirot e Miss Marple, ma l'unico approccio letterario che avevo avuto finora con lei era legato al libro "Il meglio dei racconti", di cui però ero arrivata a leggerne solo cinque, senza finire il libro. 
"C'è un cadavere in biblioteca"  è stato quindi il primo romanzo della Christie, a tutti gli effetti, e l'ho letteralmente divorato. Non riuscivo a staccarmi dalle pagine del libro, dovevo andare avanti, scoprire nuovi indizi, capire chi era stato. E' stata un'avventura appassionante e per certi versi mi sono sentita un po' come Peter, il figlio di Adelaide Jefferson: un piccolo investigatore alla ricerca di indizi, con gli occhi curiosi tipici dei bambini che osservano tutto, anche senza farsi notare, che riescono a cogliere anche quello che gli adulti credono di non far percepire. Come lui, a modo mio, ho raccolto ciò che i personaggi trovavano e scoprivano, gli indizi, i racconti dei diversi protagonisti, spronata dalla stessa narrazione a scervellarmi per capire come i vari tasselli potevano trovare un incastro per trovare il colpevole. Peccato che i miei neuroni non siano stati così bravi da aiutarmi a comprenderlo. E' stata una vera sorpresa scoprire chi aveva messo in atto il crimine, nonostante le numerose informazioni e i diversi dettagli che si potevano trovare durante tutta la storia, ed è stato bello anche questo particolare, la spiegazione solo alle ultime pagine. 
I personaggi che si possono incontrare in questa storia sono davvero molti e questo, ad un certo punto, mi ha un po' spaesato: avevo il timore di dimenticarmi di qualcuno, di perdermi qualche particolare, tra i molti che venivano donati. In realtà, proprio per la narrazione veloce e lo stile coinvolgente, sono riuscita ad aver sempre presente di chi si stava parlando, anche per il fatto che, nonostante il numero, si incontravano spesso nei discorsi e nei pensieri di chi cercava di risolvere l'intrigo. Tra tutti, forse ovviamente, ho adorato Miss Marple: la sua capacità di cogliere anche quei particolari che in apparenza sembravano insignificanti, la gestualità delle persone, le reazioni non verbali che avevano, il prestare attenzione a tutti, dando ad ognuno la medesima importanza. Ammetto di averla anche invidiata quando, durante la storia, affermava di aver già compreso chi era stato l'artefice del tutto, perché io proprio non ci arrivavo ed ero sempre più curiosa di scoprire come andava a finire. Non credo di essere riuscita ad apprezzare al meglio Dolly Bantry, per quanto la sua figura fosse perfetta all'interno delle relazioni e delle interazioni, ma mi è parsa un po' insipida e di secondo piano, come il marito, Arthur, presenti solo per la presenza del cadavere nella loro casa. Ho trovato molto più interessante scoprire la famiglia Jefferson, dal nonno al genero e alla nuora, per finire sul nipotino Peter. La loro storia è stata affascinante, soprattutto per le particolari relazioni che si erano instaurate dopo una tragedia che li aveva visti protagonisti, in una sorta di legame di amore/odio e rispetto. 
Un trio che anche non mi ha colpito molto è stato quello di Ruby Keene, la cugina Josephine Turner e Raymond Starr: fondamentali anche loro all'interno della storia, ma non sono riusciti a incuriosirmi o divertirmi, come invece ha fatto, ad esempio, Sir Henry Clithering, un ex commissario che è stato chiamato, un po' come Miss Marple, ad aiutare a scoprire il colpevole. Una cosa sola mi è come rimasta in sospeso e ammetto che avrei voluto approfondire: i personaggi di Basil Blake e Dinah Lee: si scoprono un poco verso la fine, ma per come vengono presentati, avrei voluto conoscere meglio anche loro.
Insomma, un romanzo da leggere e da cui lasciarsi coinvolgere e trasportare in un'avventura e in un mistero, cercando di misurarsi con l'autrice e i diversi protagonisti per riuscire a risolvere la situazione che viene presentata. 
Voto

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